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Cosa vedere a Moliterno

 1. Il Castello di Moliterno

Senza dubbio il simbolo e l’attrattiva principale di Moliterno è il Castello, intorno al cui si è sviluppato il resto del centro storico. Il primo nucleo della struttura ad essere costruito fu la torre di avvistamento longobarda, alta 25 metri. In seguito il castello fu completato dai Normanni e più volte trasformato nei secoli dalle dominazioni che si susseguirono. Ad oggi sono ancora visibili le mura di cinta e le due torri cilindriche merlate.

Storia

Il castello sorge su uno sperone roccioso a 880 m. sul livello del mare.

La costruzione del castello, secondo lo storiografo Giaco­mo Racioppi, è avvenuta nel XII° sec., al contrario delle affermazioni della maggior parte degli studiosi, che la ritengono avvenuta tra l’VIII° e il IX° sec., in epoca longobarda. Prova di quest’ultima tesi è la torre longobarda, primo nucleo del castello.

Successivamente i Normanni, la cui presenza è testimoniata dalla torre quadrata, costruirono il resto del castello,  edificandolo intorno alla torre longobarda. In seguito, ogni signore,  dall’epoca dei normanni fino a noi, ha aggiunto qualcosa e certo ora il castello conserva ben poco o nulla dell’antica costruzione. La massa dell’edificio, come appare oggi, è una costruzio­ne seicentesca, ma molte modifiche le sono state apportate attorno al ‘700 e forse anche nei primi dell’800.

Si arriva al castello salendo per via Francesco Lovito e vi si entra attraversando un portone ad arco romano, orientato verso sud.

L’ampio cortile, che troviamo appena varcato l’ingresso, è circondato da un muro di cinta, che si prolunga per tutto il lato di mezzogiorno, fino ad una torre quadrata ad est, ed una torre bassa e rotonda ad ovest, riunendosi alla facciata con una serie di archi, che formano un loggiato cinquecen­tesco. Dalla torre longobarda, che si unisce alla facciata, partendo dalla torre bassa e rotonda, si aprono due ingressi: il primo immette nel secondo cortile e il secondo nelle stalle, nelle quali sono, ancora, visibili le nicchie delle mangiatoie.

La torre longobarda è alta 25 metri, ha un diametro di 8 metri ed è sormontata da merli guelfi quadri, andati per lo più distrutti. Internamente, è costituita da tre piani, ognuno dei quali, è formato da una sola stanza, ricevente luce da una sola finestra. La stanza del pianterreno era adibita a carcere, alle altre stanze si accedeva mediante una scala a chiocciola. Il secondo cortile, più piccolo del primo, mostra uno spettacolo di profonda desolazione: vi sono dappertutto rovine ed è quasi impossibile ricostruire la disposizione delle stanze. Oltre alle stanze del principe e dei suoi ospiti, alle stalle, alle cucine, alle carceri, ai locali adibiti a magazzini per le merci, alla cappella privata, il castello possedeva, anche, una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana.

L’ultimo proprietario del Castello fu Domenico Cassini, che l’acquistò nel 1827.

Questi rimise il Castello in ottime condizioni di abitabilità, tanto da trasformarlo in collegio nel 1892 con la direzione del Prof. Antonio Frabasile. Il collegio fu frequentato da molti studenti moliternesi e da alcuni allievi provenienti da Potenza. Le lotte intestine e le beghe paesane, causarono nel 1894, la fine di questa istituzione e il sopra citato Domenico Cassini distrusse vandalicamente il Castello vendendone persino gli infissi.

Esso fu poi venduto ai Padula e da questi ultimi fu ceduto ai Comune di Moliterno per la cifra simbolica di lire mille. E’ stato, in seguito, dichiarato “monumento d’interesse nazionale” e sono stati eseguiti dei parziali lavori di restauro esterno alla fine degli anni 70. Attualmente è in fase di progettazione una ulteriore fase di restauro.

2. Chiesa Madre di Santa Maria Assunta

Edificata intorno al XII secolo e sita sotto il castello, la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta di Moliterno è la chiesa principale della cittadina della Val d’Agri. L’interno è a tre navate con cupola del 1754, mentre la facciata fu terminata solo nel 1885 e affiancata da due campanili rimasti incompiuti. La Chiesa custodisce un battistero del 1617, un dipinto di San Pietro attribuito a Simone da Firenze (XVI secolo), una grande tela di scuola napoletana raffigurante l’Ultima cena (XVII secolo) e quattro busti di evangelisti in cartapesta (XVIII secolo).

3. Chiesa del Rosario

La Chiesa domenicana del Rosario fu costruita nel 1510 per il convento dei Domenicani, ampliata nel 1616 e ristrutturata nel 1666. Al suo interno si possono ammirare gli affreschi sulle volte delle navate e diverse altre opere di notevole valore, tra cui un pregevole coro ligneo del 1543 e un organo a canne della rinomata ditta Carelli. Dell’antico monastero si riconosce il chiostro, con il pozzo centrale e l’affresco con Cristo e la Maddalena del XVII secolo.

4. Chiesa di Santa Croce

Altro luogo degno di nota di Moliterno è senza dubbio la Chiesa francescana di Santa Croce del 1613, nel cui interno si trova una tela attribuita al pittore di Satriano di Lucania Giovanni De Gregorio detto “Il Pietrafesa”, raffigurante una famosa Deposizione dalla Croce, oltre ad altari intagliati, alzate lignee dorate ed un pulpito pensile.

5. Altre chiese di Moliterno

Tra chiese, cappelle e chiesette rurali, Moliterno è davvero ricca di architetture religiose, ecco a voi la lista dei luoghi di culto non citati in precedenza. Ecco i maggiori:

  • Chiesa di Santa Maria del Monte Vetere e i suoi numerosi affreschi;
  • Chiesa della Madonna di Arsieni con soffitto ligneo nei pressi di un antico lavatoio;
  • Chiesa di San Pietro;
  • Chiesa della SS Trinità;
  • Chiesa di San Francesco di Paola;
  • Chiesa dell’Annunziata;
  • Chiesa della Madonna del Carmine;
  • Chiesa Santa Barbara;
  • Chiesa di San Rocco;
  • Cappella dell’Angelo ;
  • Cappella di San Biagio;
  • Cappella di Santa Lucia;
  • Cappella di Santa Caterina Vergine;
  • Chiesa di San Cristoforo;
  • Chiesa di San Cataldo;
  • Chiesa di San Vincenzo;
  • Chiesa della Madonna del Rito;
  • Chiesa di San Nicola di Bari.

I Palazzi Nobiliari di Moliterno

A testimonianza della grande mole di cultura, storia ed arte che arricchisce la piccola cittadina di Moliterno, ci sono i numerosi palazzi antichi ancora oggi presenti nel nucleo urbano:

  • Palazzo Parisi (oggi Fruguglietti), sede di alcuni uffici comunali, costruito nel XIX secolo per ordine del barone Alessandro Parisi, che diede i natali al generale Giuseppe Parisi, fondatore della “Nunziatella” di Napoli;
  • Palazzo Gilberti, sede del comune, nel 1600 era un convento;
  • Palazzo Lovito, che prende il nome dalla via in cui è situato e nel 1902 ospitò Giuseppe Zanardelli, Presidente del Consiglio dei Ministri;
  • Palazzo Tedesco, che diede i natali al pittore locale Michele Tedesco;
  • Palazzo Mobilio-Giampietro, costruito dai Domenicani nel ‘500 proprio a fianco della Chiesa del Rosario con cui condivide il già citato chiostro;
  • Palazzo Petruccelli della Gattina;
  • Palazzo De Caro;
  • Palazzo Racioppi;
  • Palazzo Valinoti, oggi sede della Bibliomediateca Giacomo Racioppi;
  • Palazzo Metelli;
  • Palazzo Di Maria;
  • Palazzo Doti.
Atrio di Palazzo Gilberti, il municipio di Moliterno
ATRIO DI PALAZZO GILBERTI, IL MUNICIPIO DI MOLITERNO
Luoghi da visitare a Moliterno

7. MAM, i Musei Aiello Moliterno

Senza dubbio tra le tappe fondamentali di una visita a Moliterno ci sono i sei musei del MAM, nei quali si può ammirare la straordinaria collezione di beni artistici del Professor Giancarlo Aiello:

  • MAM Casa Museo Domenico Aiello, nel quale si posso ammirare le opere di diversi pittori dell’ottocento lucano, tra cui il miglionichese Michele TedescoMarinelli e Di Chirico;
  • MAM Via Rosario Contemporanea, che ospita una mostra permanente di arte contemporanea e dedica alcuni spazi a mostre temporanee;
  • MAM Museo del Novecento lucano, sito nei primi due piano del Palazzo Aiello 1825;
  • MAM Museo della Ceramica del ‘900, ricco di Ceramica Vietrese del periodo tedesco;
  • MAM Museo del Paesaggio, sito in Palazzo Aiello 1786, con quadri della scuola di Posillipo;
  • MAM Biblioteca Lucana Angela Aiello, che contiene una ricca collezioni di libri dei maggiori scrittori lucani.
MAM Musei Aiello Moliterno
MAM MUSEI AIELLO MOLITERNO

8. Oasi naturale Bosco Faggeto

Sulle pendici del Monte Calvarosa, a 5 km dal centro abitato, è sita l’Oasi naturale Bosco Faggeto, luogo ideale per suggestive escursioni e passeggiate immerse nel verde: circa trecentocinquanta ettari di bosco ricco di enormi faggi che sfiorano i trenta metri, ma anche tigli, cerri, querce, aceri, lecci, carpini neri e pioppi. Oltre ai maestosi e secolari alberi, la flora dell’oasi si contraddistingue per l’incredibile varietà di orchidee spontanee.

La fauna del faggeto non è da mano: non è difficile infatti imbattersi in volpi, lepri, gatti selvatici, cinghiali e ricci.

Oasi naturale Bosco Faggeto di Moliterno
OASI NATURALE BOSCO FAGGETO DI MOLITERNO

9. Moliterno e i personaggi illustri

Moliterno è anche nota per aver dato i natali a diversi illustri personaggi, tra i più noti ci piace ricordare:

  • Ferdinando Petruccelli della Gattina (1815-1890), medico, storico e letterato;
  • Generale Giuseppe Parisi (1757-1829), fondatore dell’Accademia Militare della Nunziatella di Napoli;
  • Giacomo Racioppi (1827-1908), storiografo;
  • Michele Tedesco (1834-1917) pittore appartenente alla Scuola Fiorentina.
La stele dedicata al Generale Giuseppe Parisi a Moliterno
LA STELE DEDICATA AL GENERALE GIUSEPPE PARISI A MOLITERNO
Cosa mangiare a Moliterno

10. Il Canestrato e i “fòndaci” di Moliterno

Fiore all’occhiello del borgo lucano è senza ombra di dubbio il Canestrato I.G.P., un formaggio pecorino (con una percentuale di latte caprino) dal sapore aromatico e piccante. Le origine di questo rinomato formaggio sono antichissime: alcune testimonianze del IV secolo mostrano come questo formaggio fosse già conosciuto anticamente, anche se i primi scritti che attestano la sua esistenza risalgono ai primi decenni del ‘600. Dal 1700 l’attività di stagionatura nei caratteristici “fòndaci” si trasformò in una vera e propria tecnica organizzata, che ha reso celebre Moliterno in tutto il mondo tanto che nel XIX secolo al porto di Napoli esisteva il molo Moliterno da dove partiva il formaggio per gli Stati Uniti.

I fòndaci sono locali (magazzini), simile a delle cantine, siti di solito sotto i palazzi nobiliari, a pian terreno o seminterrati, che forniscono quel microclima ideale che da al prodotto le peculiarità che lo contraddistinguono. I fòndaci sono costruiti a due o tre arcate e hanno il pavimento inclinato per consentire lo scolo della salamoia delle forme di pecorino.Il fòndaco più esteso e sicuramente il più importante è quello di Palazzo Parisi.

Ogni anno il 9 e il 10 agosto il comune dedica al suo prodotto principe la “Sagra del Canestrato di Moliterno”.